| Santo Stefano di Camastra | |||||||||
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| Santo patrono: | san Nicola di Bari | ||||||||
| Giorno festivo: | 6 dicembre | ||||||||
Santo Stefano di Camastra (Santu Stèfanu di Camastra in siciliano) è un comune italiano di 5.164 abitanti della provincia di Messina in Sicilia.
È un comune del Parco dei Nebrodi distante 99 km da Palermo e 134 km daMessina, quasi al confine con la Provincia di Palermo.
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Economia
È noto per la produzione di ceramiche artistiche ma produce inoltre uva da mosto, olive, grano, agrumi, ortaggi, legname e sughero. È praticata anche la pastorizia di ovini, bovini, caprini, equini, suini. Essendo un paese sul mare è praticata pure la pesca.
Trasporti e collegamenti
È sede di una stazione ferroviaria sulla linea Palermo-Messina e di uno svincolo per l'autostrada A20 che collega Palermo con Messina.
Presentazione della città
Una città tra arte e cultura S. Stefano di Camastra, ovvero il "paese delle ceramiche". Così è meglio conosciuto in tutto il mondo questo centro attivissimo ai confini delle province di Palermo e Messina. Un paese particolare, unico nel suo genere: dovunque ci si volti, si vedono piatti, mattonelle, mosaici, tutto realizzato in coloratissima ceramica. La lavorazione raffinata, la ricercatezza dei colori, la pazienza degli artisti, fanno della ceramica stefanese un prodotto ricercato ovunque. Si pensi che anche i giapponesi sono venuti fin qui per vedere all'opera i numerosi laboratori e per concludere affari. Chiunque arrivi a S. Stefano non può non cedere alla tentazione di visitare uno dei tanti negozi che espongono prodotti realizzati in ceramica ed acquistarne qualcuno. Su richiesta, si può anche visitare la scuola d'arte per la ceramica. Il Duomo, costruito nel 1685, ospita al suo interno interessanti statue e dipinti del '600 e del '700. La Chiesa di Maria SS. della Catena contiene la raffinata tomba del Duca di Camastra e una statua della Madonna della Catena del '500. Palazzo Sergio, dimora nobiliare restituita recentemente ai fasti del passato e che ora ospita, manco a dirlo, il Museo della Ceramica. In uno dei quartieri più antichi di S. Stefano, si trova Palazzo Armao con all'esterno frontoni neoclassici e decorazioni in ceramica. Si possono anche ammirare due pannelli raffiguranti i funerali di Ettore e Napoleone III.
Storia
S. Stefano prende la propria denominazione dalla chiesa del monastero benedettino di S. Croce di Santo Stefano in Val Demone (santuario sorto in periodo normanno, meta di pellegrinaggi). Fino al 1682, data di una disastrosa frana, al nome di Santo Stefano si aggiunge quello "di Mistretta". L'appellativo "di Camastra" è stato assunto per onorare la memoria di Giuseppe Lanza, duca di Camastra, fautore della ricostruzione del nuovo centro
Il primo nucleo del casale si forma come aggregazione di un gruppo di vassalli e di villani che dipendono dal Monastero di S. Stefano. Per tutto il periodo in cui perdura nel suo stato giuridico di casale, è feudo ecclesiastico alle dipendenze dell'Abbazia della SS. Trinità di Mileto fino al 1454 ed alla dipendenze dell'Abbazia di S. Anastasia di Castelbuono dal 1454 al 1683. Nel 1639 viene concesso il titolo di principe di S. Stefano di Mistretta ad Antonio Napoli, colpendo in tal modo il diritto di signoria dell'abazia di S. Anastasia. Al titolo si aggiunge in particolar modo l'amministrazione dei beni del priorato di S. Anastasia, che prevede la possibilità di riscuotere le gabelle e l'acquisizione dell'esercizio dei diritti di baulia, catapania e dogana.
Dal secolo XI, data della sua presunta edificazione, al XVII il casale mantiene la denominazione di Santo Stefano di Mistretta, ad indicare uno stretto legame al più importante centro di Mistretta. La denominazione perdura fino alla frana del 1682, dovuta agli ampi smottamenti di terra provocati da piogge torrenziali. Rovinato il vecchio paese, il nuovo Centro abitato sorge nel 1683 per volontà del Duca di Camastra, sotto la cui signoria si trova ad essere. Il principe Giuseppe Lanza, duca di Camastra, e la principessa donna Maria Gomez de Silvera chiedono al re la licentia aedificandi, che viene concessa il 30 marzo del 1683, dando vita ad un nuovo abitato dal caratteristico impianto urbanistico geometrico. Il disegno urbanistico fu dato dall'ingegnere militare Carlos de Grunenbergh, collaboratore del duca di Camastra e progettista di numerose fortificazioni in Sicilia. De Grunenbergh utilizzò uno schema che si presenta come un quadrato con inserito un rombo e ricalca quello utilizzato qiualche decennio prima nella cittadina francese di Henrichemont. Don Giuseppe Lanza da questo momento può fregiarsi anche del titolo di principe della Terra e Stato di S. Stefano di Mistretta. Il Centro assume ufficialmente la denominazione di S. Stefano di Camastra a partire dal 1812, anno in cui in Sicilia viene promulgata la Costituzione e che segna l'inizio della storia dell'attuale comune.
Luoghi di interesse
Edifici religiosi
- Chiesa S. Giovanni
- Chiesa e Convento S. Antonio
- Chiesa del Calvario
- Chiesa Madre
- Chiesa del Collegio di Maria
- Chiesa del Rosario
- Chiesa Maria SS di Pompei
- Chiesa Madonna della Grazie
- Chiesa Mercè
- Santuario del Letto Santo (Santa Croce)
- Chiesa di S. Antonio
Altro
- Museo Civico (etnoantropologico)
- Museo della Ceramica Palazzo Trabia
Ceramiche
S.Stefano è il maggiore centro produttivo di ceramiche della Sicilia occidentale. La tradizione è molto antica ed è legata alla presenza nel territorio di cave di ottima argilla.Un tempo si fabbricavano oggetti di uso quotidiano in creta grezza o invetriata:"bummuli" e "quartare" per l'acqua,"cannate" per il vino,giare per l'olio(si ricordi Pirandello),pentole e recipienti di varia forma e grandezza,lucerne ad olio("lumiricchie","lumeri granni","cannili cu lu pedi"),ecc. Dalla seconda metà del'700,anche per l'apporto di ceramisti provenienti da Napoli,Palermo, Caltagirone,si è sviluppata una ricchissima produzione di mattonelle maiolicate con vari motivi ornamentali.Queste mattonelle, oltre che sui pavimenti,si trovano su pareti di chiese e palazzi,su tombe,come abbellimento di sedili e fontane,come numero civico. Si sono utilizzati colori diversi, ma in particolare il blu cobalto,il giallo di Siena,il rosso,il bruno.Contemporaneamente si sono usati smalti e vernici anche nella decorazione di vasi, piatti ecc. Oggi le botteghe artigiane, il cui ruolo è determinante nello sviluppo del paese, vantano un ricchissimo repertorio di forme, figure e colori, che coesistono con i motivi tradizionali, facendo di Santo Stefano un punto di riferimento nell'arte della ceramica, che può benissimo essere paragonato ad altri Centri che contano scuole ben più famose. Importante per la formazione di nuovi artisti è stata ed è l'attività dell'Istituto d'Arte per la Ceramica; fondato nel 1931 come "Scuola della Ceramica"(istituita dal Consorzio Provinciale per l'Istruzione Tecnica di Messina e operante nei locali ricavati in un vecchio convento dei Cappuccini),è diventato "Scuola Regionale d'Arte" nel 1950,e in seguito "Istituto Regionale d'Arte per la Ceramica" (Legge 19 aprile 1965 n.9); oggi è intitolato al prof.Ciro Michele Esposito(Grottaglie 1912-S.Stefano 1991)che lo diresse dal 1938 al 1982;situato in un moderno edificio,annovera raccolte di creazioni ceramiche.
Da visitare è il Museo della ceramica, ubicato a Palazzo Trabia, che svolge anche il ruolo di centro polivalente per attività culturali. Il Palazzo è stato costruito alla fine secolo XVII dal Duca Giuseppe Lanza Barresi; al suo interno sono presenti pregevoli volte affrescate e pavimentazioni in piastelle invetriate originali, che colorano e decorano numerose stanze. Splendido anche il giardino Trabia, sul quale si affaccia lo storico Palazzo.
Per documentarsi sulla storia della ceramica di Santo Stefano è possibile visitare anche Palazzo Arnao, con i suoi fregi, con i pavimenti in mattoni stagnati e i disegni stilizzati. Il Palazzo è stato destinato a sede della Biblioteca comunale.
La Villa comunale è un'oasi di verde con la sua suggestiva cisterna. Ristrutturata di recente dall'arch. Antonino Marino, si richiama alla cultura locale della ceramica.
Evoluzione demografica
Abitanti censiti

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