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Sciacca

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Panorama di Sciacca

Sciacca
Il porto di Sciacca
Sciacca - Bandiera
Sciacca - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Stemma Sicilia
Provincia: stemma Agrigento
Coordinate:
Altitudine:
Superficie:
Abitanti:
Densità:
Frazioni: Lazzarino, Isabella, San Marco, Maragani, Timpi Russi, San Giorgio, Sant'Antonio.
Comuni contigui: CaltabellottaMenfiRiberaSambuca di Sicilia
CAP: 92019
Pref. telefonico: 0925
Codice ISTAT: 084041
Codice catasto: I533
Nome abitanti: saccensi
Santo patrono: Festa della Madonna del Soccorso
Giorno festivo: 2 febbraio 15 agosto
Il comune si trova qui
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale

 

Sciacca è un comune italiano di 40.926 abitanti[1] della provincia di Agrigento inSicilia.

È una città di mare, turistica e termale. Ricca di monumenti e chiese, è nota fra l'altro per il suo storico carnevale.

Posizione del comune di Sciacca nella provincia di Agrigento.

Indice


Geografia fisica

La cittadina di Sciacca si trova sulla costa del Canale di Sicilia tra le foci del fiume Platani e Belice, a circa 65 metri sul livello del mare: ad est s’innalza il monte San Calogero alto 386 metri, alle cui falde scaturiscono, per un percorso di circa sei chilometri, le famose acque termali.

È situata a forma di anfiteatro sul mare a mezzogiorno della Sicilia, di fronte all'isola di PantelleriaTunisi, a metà strada tra le rovine di SelinunteEraclea Minoa, edAgrigento.


L'isola Ferdinandea

Sismografo Ferdinandea

A circa 26 miglia marine dalla costa di Sciacca, a pochi metri dalla superficie del mare sul cosiddetto banco di Graham sorge un vulcano attivo che nel 1831 eruttò formando una piccola isola che venne chiamata Isola Ferdinandea. Il primo ad approdare sull'isola dopo alcuni primi tentativi falliti fu l'ammiraglio britannico James Graham che riuscì a piantarci sopra la bandiera britannica. Dopo qualche giorno una delegazione di cartografi francesi riuscì ad approdare e tracciare alcune piantine dell'isola. Questa delegazione battezzò l'isola con il nome di Julia. Dopo alcune settimane un'altra delegazione di geologi e cartografi borbonici riuscì a mettere piede sull'isola e tracciare altre piantine e battezzarono l'isola con il nome di Ferdinandea in onore al re delle Due Sicilie Ferdinando di Borbone. Le tre nazioni stavano ancora litigando per il possesso dell'isola, peraltro situata in mezzo al canale di Sicilia e quindi in una posizione estremamente strategica, che essa lasciò tutti di stucco inabissandosi tra flutti e vapori cinque mesi dopo.




Storia


Secondo lo storico Savasta (1843) il nome di Sciacca si scriveva con la lettera X, cioè Xacca derivato da Xech, dal nome saraceno Xech, che sta per Signora e Governatrice. Xechi erano, inoltre, chiamati dai Saraceni i governatori delle piazze come attesta il Fazello (1498-1570). Secondo altri Xacca deriva da Xach che vuol dire Mercurio (forse per un famoso tempio dedicato a questa divinità), oppure Pomona (dea dell'abbondanza). Poi in latino si scrisse Sacca.

Altre spiegazioni sul suo nome le diedero gli studiosi Licata (1881) e Ciaccio (1900). La più recente, comunque, la si deve al Sacco (1925), secondo il quale il vocabolo Sciacca non è altro che un participio femminile attivo della prima coniugazione del verbo sordo (arabo) Saqqua che porta l'idea separare, dividere, fendere. Lo stesso autore i riferisce che Sciacca è stata così chiamata perché sin dall'inizio del dominio musulmano segnò il confine che separava due province o distretti o contrade. Il fatto che Sciacca si trovava quasi a metà strada fra Marsala eGirgenti giustifica, secondo lo studioso, tale designazione da parte dei conquistatori africani. Lo stesso Michele Amari non dubita sull'origine araba del nome. La tesi sopra descritta non ha trovato però conferma da parte di Giovanni Alessio (1938), secondo il quale la teoria sopraccitata è valida per un corso d'acqua o una catena montuosa, ma non per un centro abitato.

Diversi studiosi negli ultimi anni ritengono che il suo nome derivi dall'arabo "Syac", che significa "bagno"; altri da "al Saqquah", risalente al culto per il dio siriano "Shai al Quaaum".


Monumenti e luoghi d'interesse

Sciacca conserva molte opere d'interesse artistico. Le sue mura, risalenti a varie fasi costruttive, rappresentano un complesso unitario. Sono molto spesse e quelle più recenti del 1550 si sovrapposero a quelle più antiche del 1330-1335 circa. Si chiamano ancora col nome del viceré Giovanni De Vega che li fece costruire e diresse i lavori.

Le tre porte d'accesso alla città sono tutte rimaneggiate. Porta Palermo – che si trova nei pressi della Piazza Sturzo e fu riedificata nel1753 durante il Regno di Carlo III di Borbone – ha delle belle colonne in cima adornate da un gruppo scultoreo con una grande aquila, in stile barocco. La Porta San Salvatore, del XVI secolo, che si trova in Piazza Carmine, è ricca di belle sculture rinascimentali. La Porta San Calogero, che si trova nell'omonima piazza, è del 1536.


Architetture religiose

Duomo
Chiesa di San Domenico
Portale S. Margherita

L'antica Cappella di San Giorgio dei Genovesi è stata costruita nel 1520 dai numerosi mercanti genovesi, residenti a Sciacca per curare i loro affari. Non è più officiata e si trova vicino il porto ed è in parte interrata.

La Chiesa di Maria SS. del Soccorso o Duomo si trova in Piazza Don Minzioni e risale al XII secolo. Fondata da Giulietta (Giuditta) la Normanna, figlia del conte Ruggero, il suo rifacimento è stato eseguito nel 1656 su progetto di Michele Blasco. La chiesa ha tre ampie navate con monumentali archi in stile normanno. La facciata non è stata completata e mostra delle colonne e dei portali ad arco curve. Completano la decorazione della facciata tre sculture di Antonello e Domenico Gagini. All'interno si conservano numerose opere del1400-1500 fra le quali una scultura di Antonello Gagini ed una statua, raffigurante la Madonna della Catena, attribuita a Francesco Laurana.

Nei pressi della Chiesa Madre si trova la chiesa di Sant’Antonio Abate, risalente al XV secolo. Appartiene invece al Cinquecento, anche se fu ristrutturata nel 1613, la Chiesa del Collegio, che si trova sulla via Roma. Ha un portale a timpano triangolare e l'interno è ad unica navata con cappelle incassate. Nel presbiterio si trova una tela di Domenico Domenichino, mentre in una delle cappelle si trova una Madonna del 1655 di Michele Blasco.

Un altro esempio d'architettura è la Chiesa di San Domenico e il suo Convento, risalenti al 1176 la prima e al 1742 il secondo. La chiesa, in stile barocco, ha una sola navata con otto cappelle: si trova in Corso Vittorio Emanuele. Al XII secolo appartiene la Chiesa del Carmine nell'omonima piazza, che incorpora la Chiesa del Salvatore col suo rosone medievale.

In Piazza Carmine si trova anche la Chiesa di Santa Margherita del 1342 fatta erigere da Eleonora d'Aragona, moglie del Peralta. L'ultimo restauro si è completato nel 1994, dopo che la stessa chiesa venne rifatta nel 1595 con delle colonne angolari con architravi, fregi e cornici. È aperta al pubblico ma non al culto, per cui viene utilizzata per mostre, convegni e concerti. L'ingresso principale è catalano, mentre il portale marmoreo che si trova sulla destra fu realizzato nel 1468 da Pietro de Bonitate su disegno di Francesco Laurana. L'interno, ad unica navata, è barocco e conserva stucchi policromati ed affreschi di Ferraro del XVII secolo. Sull'altare si trova un'icona in marmo del 1507-1512, una statua in legno del 1544, opera di Frigia, che raffigura Santa Margherita, ed un organo ligneo del 1641. Nella navata si trovano sei grandi riquadri e tanti medaglioni realizzati dal Portulani tra il 1529 e il 1530.

La Chiesa dello Spasimo di Corso Vittorio Emanuele è del 1632 e nel vicino Convento si trova il Cortile del Palazzo Fazzello costruito nel Cinquecento. La Chiesa di San Michele, che si trova in Piazza Noceto, fu fondata da Guglielmo Peralta nel 1371 e poi venne ricostruita nel XVII secolo. Si conserva un portale con architrave ed un portale gotico. L'interno è a tre navate con colonne ed archi al centro. La chiesa conserva anche un crocifisso del Quattrocento, due acquasantiere del Cinqucento, una scultura ed un polittico del Cinquecento ed una statua seicentesca in legno di San Michele.

Nella stessa Piazza Noceto si trova la Chiesa di Santa Maria dell'Itria ed il suo monastero: sono state volute anch’esse dal Peralta. La chiesa (detta anche di Badia Grande) è del 1776, ma fu fondata nel1380.

La Chiesa di San Nicolò La Latina, che si trova in Piazza San Nicolò, risalente al XII secolo, ha un prospetto decorato, tipico dell'architettura arabo-normanna.

Più importante è la Chiesa di Santa Maria delle Giummare in via Valverde, voluta da Giuditta e rifatta nel XVI secolo dopo una prima erezione avvenuta nel 1103. La fiancheggiano due torri merlate. All'interno, ad unica navata, si trova sulla sinistra la cinquecentesca Cappella della Madonna delle Grazie. Da ammirare il rilievo dai San Gerolamo, un'acquasantiera del Quattrocento, un crocifisso cinquecentesco ed una Vergine col Bambino nell'altare maggiore attribuito a Laurana. Datata al 1753, la Chiesa di Sant’Agostino – che si trova alla fine di via Valverde – conserva all'interno una statua della Vergine di G. Gagini del 1538 e portali barocchi.

Datata al XV secolo, la Chiesa di San Francesco – che si trova in via Agatocle – conserva pitture del saccense Rossi.

Altre chiese sono dedicate a: San Giuseppe (XVI secolo), San Vito (XVIII secolo), San Francesco di Paola (1627) ed il suo Convento del 1224(adibito ad auditorium, sala congressi e mostre), Santa Caterina (1796), Santa Maria del Giglio (XVII secolo), Purgatorio (1691), San Pietro (1885), San Leonardo (1797), Santa Maria di Loreto (1930), Olivella (XIX secolo) Madonnuzza (1693).

Infine sulla come del Monte Cronio si trovano le Stufe naturali, un antiquarium che conserva le testimonianze rinvenute all'interno delle grotte di San Calogero risalenti al neolitico, il Santuario di San Calogero del XVIII secolo con una ricca decorazione barocca, la Statua cinquecentesca di A. G. Gagini.


Architetture civili


Castello Luna
Palazzo Bertolino-Tommasi

Eretto nel 1380, il castello dei conti Luna, che si trova nella parte orientale di Sciacca, comprende la conta muraria, la torre grande e quella cilindrica, ed il Palazzo del Conte. La cinta è formata da alte mura che servivano alla difesa. Della grande torre a pianta quadrangolare rimane la base, mentre la torre cilindrica che si presenta a due piani, si conserva ancora. Rimane ben poco invece del Palazzo del Conte, dalle cui finestre si può ammirare un bel panorama di Sciacca. L'architettura trecentesca è molto interessante.

Del Castello Vecchio sono rimaste poche tracce: l'ingresso del Cortile. Pregevoli sono invece le costruzioni civili: Palazzo Amato nell'omonima via del XIII secolo; Palazzo S. Giacomo TagliaviaXV secolo, con le sue facciate in stile impero sul Corso Vittorio Emanuele e in Via Licata e con quella forse più ricca di fascino rivolta a levante sulla Piazza S. Fricia in stile neogotico opera dell'architetto Gravanti; Palazzo Arone di Valentino sempre in Corso Vittorio Emanuele del XIX secolo; Palazzo Bertolino-Tommasi dalla candida facciata neoclassica opera dello stesso architetto Gravanti in Corso Vittorio Emanuele; Palazzo Ventimiglia nel Vicolo Gino del XV secolo; Palazzo Graffeo o Grifeo nel Vicolo Orfanotrofio del XVIII secolo; Palazzo Inveges nell'omonima piazza del XVII secolo; Palazzo Maurici in Piazza Scandagliato del XVIII secolo; Palazzo Ragusa in via Licata del 1770; Palazzo Perollo in via Incisa del XV secolo e Palazzo Steripinto o Sortino in via Gerardi del XVI secolo, esempio d'arte spagnola.

Particolare attenzione meritano le torri: la Torre Campanaria si trova nella salita di San Michele a poca distanza dalla Chiesa di San Michele, risalente al 1550. La Torre medievale si trova all'angolo della via Molinari e risale al XV secolo. La Torre del Pardo si trova in via Incisa e risale al XV secolo.

A poca distanza da Sciacca si trova il cosiddetto Castello Incantato. Trattasi di teste scavate e scalpellate nella roccia ad opera di un artista contadino, Filippo Bentivegna, vissuto tra il 1888 e il 1967. Le sue sculture sono tutte diverse e raffigurano personaggi famosi e non, a cui dava anche un nome e che, nel suo immaginario, rappresentavano i sudditi del regno che egli aveva creato e di cui era il “Signore”; alcune sue opere si conservano presso il Museo dell'Art Brut di Losanna.

In piazza Duomo si trova la Casa Museo Scaglione, che conserva oggetti artigianali, ceramiche, tele ed oggetti vari d'inestimabile valore. Il Bastione di Sant’Agata si trova in Piazza Mariano Rossi.


Società


Evoluzione demografica

Abitanti censiti


Tradizioni e folclore


Carnevale di Sciacca



Cultura

 


Gemellaggi

 


Personalità legate a Sciacca

  • È la città natale di Agostino Inveges, storico italiano del secolo XVII.
  • Vi nacque Mariano Rossi, l'8 dicembre 1731, pittore italiano.
  • È la città che ha dato vita alla carriera politica di Calogero Mannino, uomo politico italiano, che, dopo vicissitudini legate all'accusa di concorso in associazione mafiosa nel 1995, nel 2006 è tornato nella scena politica come senatore della Repubblica Italiana nelle file dell'UDC.
  • Il padre di Joseph Barbera, autore, assieme a William Hanna, di celebri cartoni animati, era originario di Sciacca.
  • Il nonno paterno di Jon Bon Jovi, frontman del famoso gruppo hard rock-heavy metal dei Bon Jovi è nato a Sciacca col nome di Giovanni Bongiovì, poi modificato in John Bongiovi.
  • È la città natale di Accursio Miraglia, sindacalista ucciso dalla Mafia.
  • Giuseppe Riggio (1871-1960), un fotoamatore del Novecento che ha immortalato con la sua macchina fotografica, monumenti, personaggi, eventi della città di Sciacca del primo periodo del Novecento, tramandandoci un archivio fotografico di grande pregio e valore.
  • Nacque a Sciacca Giuseppe Mario Bellanca, ingegnere, fondatore della Bellanca Aircraft Company, che progettò e costruì il primo monoplano con cabina degli U.S.A..
  • Silvio Riggio (1911-2001), Maestro di violino, molto noto nella città di Sciacca, suonò anche al Teatro Politeama Mariano Rossi.
  • È la città natale di Valeria Bilello, una conduttrice televisiva italiana.
  • È la città natale di Ivan Segreto, un cantante e componista italiano.
  • È la città natale di Filippo Bentivegna scultore.
  • Città natale di Vincenzo Licata , poeta siciliano.
  • Città natale di Tommaso Fazello, storico e teologo del XVI secolo


Economia

Le fonti principali di reddito dell'economia di Sciacca sono il turismo e la pesca.


Agricoltura

Il suo porto moderno ospita circa cinquecento natanti tra pescherecci e piccole imbarcazioni, che quasi ogni anno scaricano oltre cinquemila tonnellate di pesce. La sua flotta peschereccia comprende circa duecento barche ed è la seconda in Sicilia dopo quella di Mazara del Vallo. Tale attività impegna, comprese le strutture a terra, quasi duemila persone con un fatturato annuo che supera i trenta milioni di euro. I tipi di pesca più note sono lo strascico, la sottocosta e il palangresi. La pesca più praticata è quella del pesce azzurro a cianciolo che, attraverso la lavorazione nelle sue industrie conserviere, viene esportato in tutto il mondo, facendo di Sciacca il primo produttore europeo. Un piccolo cantiere navale provvede alla realizzazione delle piccole e medie imbarcazioni.

Un altro settore portante per l'economia del posto è la produzione ortofrutticola, olearia e vinicola. È presente una cantina sociale e numerosi oleifici, che esportano vini ed olio extravergine d'oliva D.O.P. Val di Mazara in tutto il mondo. La zootecnica, dopo anni di crisi, finalmente sta avendo un forte incremento, soprattutto per la valorizzazione che ha avuto la "pecora del Belice". È presente, in contrada Scunchipane, anche un'importante azienda agroalimentare che trasforma prodotti ortofrutticoli del luogo per la produzione di conserve agroalimentari, salse, sughi pronti, caponata, pesto e pate'. Il territorio saccense è compreso nella zona di produzione dell'Arancia di Ribera D.O.P..



Artigianato

Per quanto riguarda l'artigianato, le ceramiche rappresentano pure una fonte di reddito non indifferente per l'economia della città. La ceramica, divenuta D.O.P., rappresenta il fiore all'occhiello della produzione artistica ed artigianale della ridente cittadina; note in Italia e all'estero, le sue maioliche sono in crescita anche agli esperti artigiani saccensi nelle cui botteghe hanno saputo realizzare opere d'elevato valore artistico. Piatti, vasi, anfore, statue, piastrelle e oggetti vari fanno bella mostra nei numerosi negozi del centro storico. I forni antichi, recentemente scoperti, fanno pensare che l'arte della ceramica a Sciacca abbia avuto inizio dal Trecento, se non prima. Tale attività fu continuata ed ampliata nei secoli successivi. Le sue numerose fornaci sono anche la testimonianza che la sua ceramica dominava i mercati della Sicilia occidentale e veniva esportata altrove. Nel XVI secolo molte mattonelle di Sciacca furono destinate ad abbellire tanti monumenti.


Turismo

Le terme, il carnevale ed il mare sono i settori chiave per lo sviluppo turistico del paese. Grazie soprattutto al suo mare ed ai suoi lidi, la città sta vivendo quello sviluppo tanto sospirato che promette bene per un futuro migliore. Ad est il primo lido che s’incontra è quello dello Stazzone, un mare pieno di scogli e un'acqua limpida. Poi i lidi della Tonnara e della Foggia presentano fondali prevalentemente sabbiosi. In località San marco, Renella e Maragani s’alternano insenature ora rocciose ora sabbiose, ma che vengono considerate dai sub e dai bagnanti veri paradisi. Ad ovest si trova la spiaggia di Sovareto con sabbia finissima, quella di San Giorgio, Timpi Russi e Macauda.

Le tradizioni popolari fanno tesoro delle feste religiose, delle sagre e del teatro popolare. Anche queste sono divenute un richiamo turistico non da poco. Tra le feste religiose, è particolarmente importante le feste dell'Ascensione e di Pasqua, la festa campestre di San Calogero sul Monte Cronio e la festa di Mezz’agosto. Fra le sagre va ricordata quella del mare, che sin dal 1920 ha avuto svolgimento continuativo al porto, quasi sempre tra la fine di giugno e i primi di luglio. In quest’occasione la statua di San Pietro viene portata in processione in mare, seguita da una lunga fila d'imbarcazioni. Poi sul piazzale viene sistemata una grande padella con oltre cinquecento litri d'olio per soffriggere oltre cento cassette di gamberi. Tutti i presenti sono invitati alla grande frittura che viene consumata con pane e vino locale, a spese della Cooperativa dei pescatori, comprendente un migliaio di soci.

Il teatro popolare trova posto nell'Estate Saccense, una rassegna di spettacoli d'operetta, prosa ed arte varia.


Stazzone

La spiaggia dello Stazzone di Sciacca

Antico litorale saccense, un tempo località marittima, balneare e commerciale, oggi si distingue per un'alta concentrazione di residenze estive e di locali di ristorazione e divertimento. Storicamente, nei locali degli attuali pubs, pizzerie e salegiochi sorgeva l'antico mulino "Cuore" per la produzione di cereali coltivati direttamente nei territori circostanti ed esportati attraverso il mediterraneo. Alla fine degli anni '60 l'antico mulino veniva distrutto da un incendio doloso appiccato da ignoti. L'economia saccense decadde e subì un cambiamento lasciando campo al settore ittico-conserviero. Sorsero e si svilupparono le prime industrie di questo settore, e negli anni '80 al posto del vecchio mulino dato alle fiamme venne edificato un complesso edile destinato a scopi residenziali e commerciali.


Sport


Calcio

Lo stadio "L. R. Gurrera" di Sciacca

Oltre alle squadre giovanili presenti in città, esiste una squadra dilettantistica che milita in prima categoria: l'Associazione Sportiva Dilettantistica Sciacca. Questa squadra gioca nello stadio Luigi Riccardo Gurrera.



Galleria fotografica

  • Porta San Calogero

  • Porta San Salvatore

  • Porta Palermo

  • Palazzo Tagliavia

Ultimo aggiornamento Venerdì 10 Giugno 2011 21:00